Basilica di San Paolo fuori le mura

Basilica di San Paolo fuori le mura

12 Maggio 2020 Off Di bellaroma.info

Io visitai San Paolo il giorno dopo l’incendio. Ne ebbi un’impressione di severa beltà, triste quanto la musica di Mozart. Erano ancora vive le vestigia dolorose e terribili della sciagura; la chiesa era ancora ingombra di nere travi fumanti, semibruciate; i fusti delle colonne, spaccati per tutta la loro lunghezza, minacciavano ad ogni istante di cadere. I romani, costernati, erano andati in massa a vedere la chiesa incendiata. Era uno dei più grandiosi spettacoli che io abbia mai visto.

Stendhal

La basilica sorge sulla via Ostiense sul luogo dove secondo la tradizione venne sepolto San Paolo dal suo discepolo Timoteo, dopo essere stato decapitato il 29 giugno del 67 d.C. La sua costruzione è legata all’imperatore Costantino, durante il pontificato di papa Silvestro, e venne consacrata nel 324. L’edificio era di dimensioni molto più piccole di quello attuale ed orientato in senso inverso, con l’ingresso sulla via Ostiense.

Nel 386 gli imperatori Teodosio, Arcadio e Valentiniano II decisero di farla ricostruire di dimensioni più grandi, poiché l’edifico costantiniano non era adatto ad ospitare la quantità di pellegrini in visita alla tomba dell’Apostolo. Nel 390 papa Siricio consacrò il nuovo edificio, che  poi fu ultimato cinque anni più tardi sotto l’imperatore Onorio, molto più grande e con la stessa forma e dimensione di quello attuale.

Papa Giovanni VIII nel IX secolo fece costruire mura difensive per proteggere da incursioni la basilica, ma anche gli edifici annessi ai pellegrini e il monastero, dando vita ad un piccolo borgo fortificato chiamato Giovannipoli. Quest’ultimo nel 1348 venne distrutto da un forte terremoto che danneggiò anche la basilica.

Durante la notte fra il 15 ed il 16 luglio 1823 la basilica fu duramente devastata da un furioso incendio divampato dal tetto. Papa Leone XII chiese al mondo cattolico un aiuto economico attraverso l’enciclica del 25 gennaio 1825 “Ad plurimas easque gravissimas”: fu così che da tutto il mondo arrivarono offerte in denaro ma anche materiali preziosi utili per la ricostruzione.

Diversi architetti si avvicendarono nella ricostruzione: Belli, Poletti, Bosio, Camporese e Vespignani. Si optò per salvare il salvabile e grazie a questa scelta ponderata ancora tuttora è possibile ammirare all’interno dell’edificio degli straordinari capolavori medievali. Nel 1854 papa Pio IX consacrò la nuova basilica.

La basilica è preceduta da un grandioso quadriportico il cui fulcro è costituito dalla scultura di San Paolo di Giuseppe Obici. Si accede all’interrno attraverso cinque porte, quella all’estremità destra è la porta Santa, che si apre solo in occasione del Giubileo. L’interno è suddiviso in cinque navate e sulla trabeazione è collocata la famosa serie dei ritratti dei papi. Attualmente sono 266 con papa Francesco il cui ritratto è illuminato in quanto papa in carica.

La navata centrale e il transetto presentano trentasei episodi della vita di San Paolo, realizzati da ben ventidue artisti, su commissione di papa Pio IX nel 1857. La navata centrale si conclude con il mosaico di Galla Placidia con al centro il busto del Salvatore affiancato dai simboli dei quattro evangelisti; in basso, verso il centro, due angeli ad ali distese si inchinano in atto di adorazione, più in basso i 24 vegliardi presentano al Cristo le loro corone e sotto ancora, ai lati, San Paolo e San Pietro. Il mosaico absidale risale al XIII secolo con Cristo in trono, ai suoi piedi papa Onorio inginocchiato, affiancato da Santi e nella fascia sottostante gli apostoli.

Ai lati dell’abside quattro cappelle a sinistra quelle dedicate a Santo Stefano e al Santissimo Sacramento. Quest’ultima custodisce una scultura lignea di San Paolo, scalfita dai pellegrini per asportarne schegge-reliquie nel corso del tempo; una sacra immagine musiva raffigurante la Madonna con il Bambino risalente al XIII sec, d. C. davanti la quale Ignazio di Loyola, insieme ad alcun confratelli, emise la professione religiosa della nascente compagnia di Gesù nella metà del XVI secolo. A destra dell’abside ci sono le cappelle di San Lorenzo e San Benedetto.

Sull’altare di sinistra del transetto la pala con “La Conversione di San Paolo” dipinta da Vincenzo Camuccini, mentre sull’altare di destra “l’Assunzione della Vergine”, traduzione in mosaico eseguita da Filippo Agricola dell’opera di Giulio Romano, allievo di Raffaello, attualmente conservata nei musei Vaticani.

Tra i grandi capolavori medievali sopravvissuti all’incendio troviamo: la porta bizantina, corrispondente all’interno dell’edificio alla porta Santa. Capolavoro donato da Pantaleone di Amalfi alla basilica nel 1070. La porta è stata fusa a Costantinopoli da Staurachio di Chio e presenta una suddivisione in formelle con soggetto gli Apostoli e personaggi dell’Antico Testamento. Il complesso programma iconografico sarebbe stato elaborato da Ildebrando di Soana, preposto della basilica, e futuro papa Gregorio VII.

Il ciborio di Arnolfo di Cambio, datato 1285, è composto da quattro colonne di porfido con capitelli dorati sostengono l’elegante costruzione: ai capitelli si impostano archi trilobi affiancati da pilastri e colonnine tra le quali si aprono nicchie trilobate in cui sono racchiuse quattro statuette rappresentanti “San Paolo”, “San Pietro”, “San Timoteo” e “l’abate Bartolomeo”, commissionario dell’opera. Nei pennacchi degli archi sono altre figure lavorate a rilievo: “Adamo ed Eva”, “Abele e Caino” e “l’abate Bartolomeo in atto di offrire il tabernacolo a San Paolo”. A lato del ciborio è situato il candelabro per il cero pasquale, alto 5,60 metri, decorato con storie del Nuovo Testamento. L’opera, realizzata intono al 1170, è firmata da Nicola d’Angelo e Pietro Vassalletto.

Annesso alla Basilica lo straordinario chiostro riccamente decorato con tarsie marmoree dal maestro Vassalletto, lo stesso che realizzò il chiostro della basilica di San Giovanni in Laterano. I lavori si svolsero in due fasi la prima dal 1205 al 1225, la seconda iniziò dopo più o meno 10 anni di pausa e venne ultimata nel 1240 da un altro maestro chiamato sempre Vassalletto. Dal chiostro si accede alla Pinacoteca che custodisce diverse opere pittoriche e arredo liturgico.

Infine, di grande interesse è anche l’area archeologica, attraverso la quale è possibile ripercorrere la storia degli edifici, costruiti adiacenti alla basilica, e  le funzioni da essi svolti per accogliere i pellegrini.

Info

Indirizzo: Piazzale San Paolo, 1

Orari: Basilica 7:30-18:30 (Ingresso libero); Chiostro, pinacoteca e area archeologica 8:30-18:00 (Biglietto 4 euro)


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